🚴 Una domenica mattina qualunque, Marco, 38 anni, padre di due bambini e appassionato di bici, decide di fare un giro con gli amici. Una caduta banale, una frattura al polso e qualche punto di sutura. Niente di drammatico, se non fosse per le conseguenze che quell’incidente ha avuto sulla sua vita economica.
Marco lavora come libero professionista nel settore informatico. Il suo lavoro richiede l’uso del computer per molte ore al giorno. La frattura lo costringe a fermarsi per quasi tre mesi.
Risultato immediato: nessuna fattura emessa, nessun reddito incassato. Il mutuo, però, continuava a correre. Così come le spese della famiglia.
Marco pensava che l’INPS o l’assicurazione sanitaria pubblica lo avrebbero aiutato. In realtà ha scoperto che:
• Non esistono indennizzi per infortuni extra-lavorativi, se non hai una polizza dedicata.
• Le spese mediche non coperte dal SSN sono rimaste a suo carico.
• Nessuna rendita sostitutiva ha coperto i mesi senza reddito.
Quella che sembrava una banale caduta in bici si è trasformata in un danno economico di migliaia di euro.
Con una semplice polizza infortuni, Marco avrebbe potuto:
• Ricevere un’indennità giornaliera per il periodo di inabilità temporanea.
• Avere rimborsi immediati per visite, radiografie e fisioterapia.
• Garantire alla famiglia liquidità per sostenere spese fisse e impreviste.
Una copertura di poche centinaia di euro l’anno avrebbe protetto il suo reddito e la sua serenità.
Gli imprevisti non si possono evitare, ma ci si può preparare. La storia di Marco dimostra che anche un incidente comune può mettere in crisi l’equilibrio economico di una famiglia. Proteggere il proprio reddito non è un lusso, ma un atto di responsabilità.
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