Viviamo più a lungo. È la conquista del secolo. Eppure dietro questa vittoria si nasconde un rischio economico che le famiglie italiane continuano a sottovalutare: la non autosufficienza non è più un’eccezione della tarda età, è diventata una fase prevedibile della vita.
La longevità ha cambiato la natura del rischio, ma la pianificazione familiare è rimasta ferma. E i dati, quelli verificabili, raccontano un divario che il dibattito pubblico preferisce non incrociare.
Nel 2024 la speranza di vita alla nascita in Italia è di 83,4 anni — 81,4 per gli uomini, 85,5 per le donne [ISTAT, Indicatori demografici, 2024].
Ma c’è un secondo numero, molto meno citato: la speranza di vita in buona salute alla nascita si ferma a 58,1 anni [ISTAT, 2024]. La distanza tra i due valori — circa un quarto di secolo — è il perimetro reale del problema: gli anni che mediamente viviamo con limitazioni di salute, quando il bisogno di assistenza diventa concreto.
La quota di persone con limitazioni funzionali gravi (motorie, sensoriali o cognitive) aumenta con l’età in modo marcato: è il 14,6% tra i 65-74 anni, sale al 32,5% tra i 75-84 e raggiunge il 63,8% oltre gli 85 anni [ISTAT, indagine europea EHIS].
Gli over 65 in Italia sono circa 14,7 milioni, oltre un quarto della popolazione; gli over 85 hanno superato i 2,5 milioni [ISTAT, 2026]. Si stima in circa 4 milioni il numero di anziani non autosufficienti nel Paese.
Le proiezioni demografiche indicano che, di questo passo, gli over 65 con gravi limitazioni funzionali potrebbero avvicinarsi ai 5,4 milioni entro il 2050 [proiezioni demografiche ISTAT]. Nello stesso periodo la spesa pubblica destinata alla non autosufficienza non cresce alla stessa velocità: una quota crescente del carico — economico e organizzativo — torna sulle famiglie.
Un evento di non autosufficienza non è un imprevisto raro: è un esito statisticamente probabile lungo una vita che si allunga. E ciò che è prevedibile può essere pianificato prima, non gestito dopo.
Pianificare significa, prima di tutto, fare i conti: quanto durerebbe oggi un periodo di assistenza continuativa, chi se ne occuperebbe, con quali risorse. Le soluzioni assicurative dedicate — come le coperture Long Term Care — servono a trasformare un rischio incerto e oneroso in un costo noto e sostenibile nel tempo. Non sono l’unica leva, ma sono quella che il sistema pubblico, da solo, non garantisce.
La longevità è una buona notizia. Resta tale se al traguardo dell’età aggiungiamo quello della pianificazione.
ISTAT, Indicatori demografici (dati 2024); ISTAT, speranza di vita in buona salute e limitazioni funzionali (indagine europea EHIS); ISTAT, popolazione residente per età (2026); proiezioni demografiche ISTAT sulla non autosufficienza.
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