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Giugno 19, 2026

Longevità: il rischio invisibile che nessuno ti ha insegnato a calcolare

Viviamo più a lungo. È la conquista del secolo. Eppure dietro questa vittoria si nasconde un rischio economico che le famiglie italiane continuano a sottovalutare: la non autosufficienza non è più un’eccezione della tarda età, è diventata una fase prevedibile della vita.

La longevità ha cambiato la natura del rischio, ma la pianificazione familiare è rimasta ferma. E i dati, quelli verificabili, raccontano un divario che il dibattito pubblico preferisce non incrociare.

Primo dato: si vive a lungo, ma non in salute

Nel 2024 la speranza di vita alla nascita in Italia è di 83,4 anni — 81,4 per gli uomini, 85,5 per le donne [ISTAT, Indicatori demografici, 2024].

Ma c’è un secondo numero, molto meno citato: la speranza di vita in buona salute alla nascita si ferma a 58,1 anni [ISTAT, 2024]. La distanza tra i due valori — circa un quarto di secolo — è il perimetro reale del problema: gli anni che mediamente viviamo con limitazioni di salute, quando il bisogno di assistenza diventa concreto.

Secondo dato: la non autosufficienza cresce con l'età

La quota di persone con limitazioni funzionali gravi (motorie, sensoriali o cognitive) aumenta con l’età in modo marcato: è il 14,6% tra i 65-74 anni, sale al 32,5% tra i 75-84 e raggiunge il 63,8% oltre gli 85 anni [ISTAT, indagine europea EHIS].

Gli over 65 in Italia sono circa 14,7 milioni, oltre un quarto della popolazione; gli over 85 hanno superato i 2,5 milioni [ISTAT, 2026]. Si stima in circa 4 milioni il numero di anziani non autosufficienti nel Paese.

Terzo dato: la traiettoria peggiora

Le proiezioni demografiche indicano che, di questo passo, gli over 65 con gravi limitazioni funzionali potrebbero avvicinarsi ai 5,4 milioni entro il 2050 [proiezioni demografiche ISTAT]. Nello stesso periodo la spesa pubblica destinata alla non autosufficienza non cresce alla stessa velocità: una quota crescente del carico — economico e organizzativo — torna sulle famiglie.

L'implicazione: il rischio è calcolabile, quindi è pianificabile

Un evento di non autosufficienza non è un imprevisto raro: è un esito statisticamente probabile lungo una vita che si allunga. E ciò che è prevedibile può essere pianificato prima, non gestito dopo.

Pianificare significa, prima di tutto, fare i conti: quanto durerebbe oggi un periodo di assistenza continuativa, chi se ne occuperebbe, con quali risorse. Le soluzioni assicurative dedicate — come le coperture Long Term Care — servono a trasformare un rischio incerto e oneroso in un costo noto e sostenibile nel tempo. Non sono l’unica leva, ma sono quella che il sistema pubblico, da solo, non garantisce.

La longevità è una buona notizia. Resta tale se al traguardo dell’età aggiungiamo quello della pianificazione.

Fonti

ISTAT, Indicatori demografici (dati 2024); ISTAT, speranza di vita in buona salute e limitazioni funzionali (indagine europea EHIS); ISTAT, popolazione residente per età (2026); proiezioni demografiche ISTAT sulla non autosufficienza.

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